La chiropratica è pericolosa? I dati di uno studio su quasi un milione di sedute
Chiropratica pericolosa? In quasi un milione di sedute ecco cosa hanno trovato i ricercatori
Nel 2023, la rivista Scientific Reports (parte del gruppo Nature) ha pubblicato uno studio retrospettivo condotto su 30 cliniche chiropratiche di Hong Kong tra il 2017 e il 2022. Leggi qui l’articolo completo
I numeri sono grandi abbastanza da essere significativi: 960.140 sedute, 54.846 pazienti. Cinque anni di dati raccolti su segnalazioni dei pazienti, reclami, report dei clinici e cartelle mediche.
Le due fratture costali sono state classificate come eventi gravi. Entrambe in donne con più di 60 anni e osteoporosi diagnosticata, quindi con ossa strutturalmente fragili. Nessun evento potenzialmente letale. Assolutamente nessun danno neurologico permanente.
Per mettere in prospettiva: prendere una compressa di antinfiammatorio ogni giorno per settimane ha un profilo di rischio gastrointestinale e cardiovascolare ben documentato e molto più frequente (leggi qui). La chiropratica, su quasi un milione di sedute, ha prodotto al massimo due fratture costali (quindi risolvibili in un paio di mesi) in pazienti con osteoporosi
E la storia dell’ictus dopo la manipolazione del collo?
Leggere questa parola puó mettere paura. E vale la pena affrontarla con la stessa onestà dei numeri.
Lo studio del 2023 quasi un milione di sedute, incluse quelle cervicali ha registrato zero ictus. Non uno.
Ma c’è anche una spiegazione più profonda di questo dato. La ricerca epidemiologica ha mostrato che l’associazione statistica tra visita chiropratica e ictus è praticamente identica a quella tra visita dal medico di base e ictus. Il motivo è semplice: chi sta per avere un ictus da dissezione di un’arteria del collo sente spesso un dolore cervicale intenso e insolito nelle ore o nei giorni precedenti. Va dal medico o dal chiropratico perché quel dolore è già lì. Non è la visita a causare il problema. È il problema che porta alla visita.
Questo non vuol dire che la manipolazione cervicale si faccia sempre e su chiunque. Vuol dire che un professionista competente riconosce quella tipologia di dolore improvviso, insolito, diverso dal solito mal di collo e sa quando non è il momento di fare un aggiustamento e quando invece è il momento di mandare il paziente al pronto soccorso.
Nel Metodo Gonstead, prima di toccare il collo si raccoglie la storia del paziente, si valuta come è arrivato il dolore e si cercano segnali che non appartengono a un problema meccanico. Un mal di collo che arriva all’improvviso, mai provato prima, senza causa apparente, non si tratta: si indaga. In questo metodo inoltre non si utilizzano rotazioni brusche del capo il che rende praticamente nullo il coinvolgimento di delicate strutture come le arterie vertebrali.
Perché i video sui social fanno paura e perché la realtà è diversa
I social premiano quello che è visivamente impressionante. Una manipolazione cervicale con un suono secco, la testa che ruota bruscamente, è esattamente questo il tipo di contenuto che genera visualizzazioni.
Ma quello che si vede in quei video non descrive come lavora un chiropratico formato e attento. Descrive come appare la manipolazione a chi non conosce la differenza tra un aggiustamento a leva corta, eseguito con precisione su un segmento specifico, e una manovra ad ampio raggio fatta per l’effetto visivo.
Nel Metodo Gonstead, l’aggiustamento non è mai improvvisato. Prima c’è un’analisi che identifica esattamente quale articolazione ha perso mobilità, poi un intervento diretto SOLO su quella non su tutta la colonna, non su tutte le vertebre vicine. La forza applicata è bassa in ampiezza, diretta lungo il piano del disco, senza rotazioni forzate o al di fuori della fisiologia articolare.
Non è uno “scrocchio” casuale ma é il risultato di una valutazione molto approfondita. Paradossalmente é un aggiustamento molto piú “noioso” e poco spettacolare da vedere in video (probabilmente per questo se non vedono pochi sui social).
Chi non dovrebbe fare aggiustamenti chiropratici
Abbiamo visto che la chiropratica è sicura come altre pratiche mediche e sanitarie. Ma non è per tutti e non in qualsiasi momento esattamente come nessun trattamento sanitario lo è.
Ci sono situazioni in cui un aggiustamento diretto non si fa. Fratture recenti non consolidate. Tumori alla colonna,infezioni vertebrali, osteoporosi grave (come nel caso delle due pazienti dello studio, anche se molte tecniche sono sufficentemente delicate da consentirlo) ,dissezione arteriosa in corso.
Identificare queste situazioni è parte del lavoro. La raccolta della storia clinica, l’analisi radiografica quando indicata, l’attenzione ai segnali che non quadrano con un problema meccanico tutto questo serve a capire chi può trarre beneficio da un aggiustamento e chi invece ha bisogno di qualcos’altro.
Un chiropratico serio non tratta tutto e non tratta tutti. Sa riconoscere i confini del proprio campo e sa quando mandare il paziente da qualcun altro.