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Formicolio alle mani e tunnel carpale: e se il problema fosse nel collo?

Colonna cervicale superiore e recettori posturali: come un blocco articolare genera vertigini e sbandamento

Formicolio alle mani: è davvero il tunnel carpale o il problema nasce dal collo?

Ti capita di svegliarti di notte con le mani addormentate? Hai formicolio alle dita, perdi forza quando stringi un oggetto o fai fatica ad aprire un barattolo?

La prima diagnosi che molti ricevono è: sindrome del tunnel carpale.

In alcuni casi è corretto. In altri, però, la mano è solo il punto in cui senti il sintomo, mentre l’origine del problema può trovarsi più in alto, solitamente a livello del collo.

Capire da dove nasce realmente il disturbo è fondamentale, perché il trattamento cambia completamente.

Da dove nascono i nervi delle mani: il ruolo della colonna cervicale

Immagina un cavo elettrico. La corrente parte dalla centralina, percorre tutto il cavo e arriva alla lampadina.

I nervi funzionano in modo molto simile.

Quelli che danno sensibilità e forza alla mano partono dal collo, attraversano la spalla e il braccio e arrivano fino alle dita. Se il cavo viene compresso lungo il percorso, il segnale può arrivare distorto. Il risultato?

  • formicolio;
  • perdita di sensibilità;
  • riduzione della forza;
  • difficoltà nei movimenti più semplici.

Per questo motivo non bisogna limitarsi a osservare dove compare il sintomo: bisogna capire dove nasce il problema.

I nervi che danno sensibilità e forza alle mani non nascono nel polso. Nascono nel midollo spinale, a livello del collo, in particolare all’altezza delle vertebre cervicali inferiori. Da lì si forma il plesso brachiale: una rete di nervi che scende lungo il braccio, passa per il gomito, attraversa il polso e arriva fino alle dita. È un percorso lungo, e ogni punto di quel percorso deve essere libero da compressioni perché il segnale viaggi correttamente.

Il tunnel carpale è uno dei punti in cui questi nervi possono essere compressi. Ma non è l’unico.

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Il tunnel carpale è uno dei punti in cui questi nervi possono essere compressi. Ma non è l’unico. E spesso non è il primo. La compressione originale può essere molto più in alto, spesso nel collo e il polso non fa che aggiungere un secondo ostacolo a un nervo già in difficoltà.

Quando è davvero tunnel carpale?

Nel tunnel carpale il nervo viene compresso a livello del polso. I sintomi più comuni sono:

  • formicolio a pollice, indice, medio e parte dell’anulare;
  • risvegli notturni;
  • difficoltà a impugnare gli oggetti;
  • peggioramento durante attività ripetitive con il polso.
  • positivitá a test specifici per il tunnel carpale

In questi casi il problema può essere realmente localizzato al polso.

Quando invece il problema può partire dal collo?

 

Se oltre al formicolio hai anche:

  • dolore al collo;
  • rigidità cervicale;
  • fastidio alla spalla;
  • dolore che scende lungo il braccio;
  • sintomi che cambiano quando muovi il collo,

è possibile che il nervo venga irritato già all’uscita dalla colonna cervicale.

In questa situazione la mano rappresenta semplicemente il punto in cui il disturbo si manifesta.

Perché succede?

Ogni nervo esce dalla colonna attraverso uno spazio molto preciso tra due vertebre. Se una vertebra perde la sua normale mobilità, quello spazio può ridursi e aumentare l’irritazione del nervo. Non significa necessariamente avere un’ernia o una lesione grave, anche un’alterazione della normale biomeccanica della colonna può contribuire alla comparsa di dolore, formicolio o perdita di forza.

Per questo motivo, limitarsi a osservare il polso non sempre è sufficiente.

    In molti casi il blocco cervicale è anche esso stesso una compensazione. Se il bacino è sbilanciato, la colonna si inclina, e il collo è costretto a ruotare per mantenere gli occhi livellati. Il problema parte in basso come spiegato nell’articolo sulla sindrome del piriforme e si manifesta piú in alto.

    Come si identifica l’origine del problema: l’analisi chiropratica Gonstead

     

     

    Ogni valutazione inizia con un esame completo della colonna vertebrale, non solo della zona dolorosa.

    Attraverso l’analisi biomeccanica Gonstead e, quando indicato, tramite radiografie della colonna eseguite in stazione eretta, cerchiamo di individuare la causa del disturbo invece di limitarci a trattarne il sintomo. L’obiettivo è capire se il nervo è realmente compresso al polso oppure se il collo sta contribuendo ai sintomi.

    Solo dopo questa valutazione è possibile scegliere il trattamento più adatto

    Quando è il momento di farsi valutare?

    Se il formicolio alle mani:

    • dura da settimane;
    • ti sveglia durante la notte;
    • si accompagna a perdita di forza;
    • coinvolge anche braccio o spalla;
    • continua a tornare,

    vale la pena eseguire una valutazione approfondita.

    Capire l’origine del problema è il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato.

    FAQ Domande frequenti su formicolio alle mani e tunnel carpale
    Come capire se il formicolio alle mani viene dal collo o dal polso?

    Un segnale indicativo è il coinvolgimento del quarto e quinto dito, che non appartengono al territorio del nervo mediano compresso nel tunnel carpale. Anche la presenza di rigidità cervicale, o sintomi che variano con i movimenti del collo, suggerisce un’origine più alta. La diagnosi precisa richiede una valutazione che includa sia il polso che la colonna cervicale.

    È possibile avere sia il tunnel carpale sia un problema cervicale?

    Sì , è il meccanismo della double crush syndrome. Il nervo può essere compresso in entrambi i punti contemporaneamente. In questi casi è utile identificare quale delle due compressioni è prevalente prima di scegliere l’approccio terapeutico.

    Mi sono già operato di tunnel carpale e il formicolio è tornato. Cosa può significare?

    Può indicare che era presente anche una compressione cervicale non identificata. L’intervento ha rimosso l’ostacolo al polso, ma se il nervo continua a ricevere pressione più in alto i sintomi tendono a ripresentarsi. Vale la pena valutare la struttura cervicale per capire se c’è una componente a monte ancora attiva.

    Quante sedute servono per il formicolio da causa cervicale?

    Dipende dall’entità del blocco articolare e da quanto tempo è presente. Sintomi recenti rispondono più rapidamente. Condizioni croniche richiedono un piano strutturato, definito dopo l’analisi delle radiografie.