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Vertigini e sbandamenti da cervicale: la vera causa meccanica

Colonna cervicale superiore e recettori posturali: come un blocco articolare genera vertigini e sbandamento

Vertigini da cervicale: quando tutti gli esami sono normali ma il problema continua

La sensazione di camminare su un piano instabile. Lo sbandamento improvviso che costringe ad appoggiarsi al muro. E poi gli esami: neurologo, otorino, risonanza magnetica: tutto nella norma.

Quando questo accade, la domanda più comune è: “Se non c’è niente, perché sto così male?”

La risposta è che le vertigini possono avere molte cause. Quando i principali problemi neurologici e dell’orecchio interno sono stati esclusi, spesso i sintomi sono collegati al rachide cervicale.

Per questo motivo è importante valutare la colonna con attenzione

Il collo come sistema di orientamento: i recettori posturali

Quando pensiamo all’equilibrio lo colleghiamo subito l’orecchio interno. In realtà il cervello prende decisioni utilizzando tre fonti di informazioni:

  • gli occhi;
  • l’orecchio interno;
  • il collo.

Sì, anche il collo.

Nelle prime vertebre cervicali sono presenti migliaia di piccoli recettori che informano continuamente il cervello sulla posizione della testa. È un sistema estremamente preciso. Se queste informazioni sono corrette, il cervello sa sempre dove si trova il corpo nello spazio.

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L’equilibrio non dipende da un solo sistema. Vista, orecchio interno e recettori cervicali lavorano insieme. Se uno dei tre invia dati sbagliati, il cervello riceve informazioni contradditorie e quella contraddizione si percepisce come vertigine o sbandamento.

Perché può comparire la sensazione di vertigine?

Immagina di guidare un’auto con tre navigatori. Due indicano la strada giusta ma il terzo continua a dirti di girare nella direzione opposta.

Di quale ti fidi?

Il cervello vive una situazione simile quando riceve informazioni diverse da occhi, orecchio e collo. Può comparire:

  • senso di sbandamento;
  • instabilità;
  • sensazione di “testa leggera”;
  • vertigine durante alcuni movimenti del capo.

Naturalmente non tutte le vertigini dipendono dalla cervicale, ma quando gli altri accertamenti risultano nella norma, é importantissimo verificare questo aspetto.

Cosa può succedere nel collo?

Il collo è composto da vertebre che devono muoversi in modo armonico. Quando una o più articolazioni perdono parte della loro normale mobilità, anche i muscoli e i recettori che le circondano possono funzionare meno bene. Questo non significa necessariamente avere una lesione importante, spesso significa semplicemente che il sistema sta lavorando in modo meno efficiente. Se i recettori inviano informazioni poco precise, il cervello può percepire una discrepanza tra ciò che vede, ciò che registra dall’orecchio interno e ciò che riceve dal collo.

Frequentemente questa situazione contribuisce alla comparsa delle vertigini.

    Per questo gli esami risultano negativi. Neurologo e otorino valutano il cervello e l’orecchio che in questi casi sono perfettamente sani. Il problema è nell’informazione che ricevono, non negli organi che la elaborano

    Farmaci antivertiginosi e collare cervicale: cosa fanno e cosa non fanno

    Nei casi di disequilibri da cervicale i farmaci antivertiginosi agiscono riducendo la percezione del sintomo, possono essere utili nella fase acuta per gestire il disagio ma non intervengono sulla causa meccanica. Appena l’effetto svanisce, se il malfunzionamento articolare è ancora lì, i segnali distorti riprendono.

    L’obiettivo non è soltanto ridurre la vertigine, ma capire perché continua a presentarsi.

    Il collare cervicale riduce il movimento del collo e in alcuni casi attenua temporaneamente i sintomi. Va però considerato che l’immobilità prolungata di una struttura già rigida può rallentare il recupero nel tempo pertanto é uno strumento che va valutato caso per caso, non una soluzione generale. In entrambi i casi il limite è lo stesso: il problema meccanico rimane, e con esso la fonte del segnale distorto.

    Come si affronta la vertigine cervicale con l'analisi chiropratica Gonstead

    L’approccio chiropratico alle vertigini da cervicale parte da una premessa semplice: se il problema è un segnale distorto, bisogna correggere la struttura che lo genera.

    L’obiettivo non è etichettare automaticamente ogni vertigine come “cervicale”, ma capire se il collo possa contribuire ai sintomi.

    Nel Metodo Gonstead l’analisi include radiografie eseguite in posizione eretta, che permettono di misurare l’entità e la direzione del disallineamento vertebrale. I dati vengono incrociati con la strumentazione termica (Nervoscope) e la palpazione per identificare con precisione il segmento responsabile.

    Una volta identificato e corretto il blocco articolare, la sequenza è logica:

    • I muscoli del collo tornano a lavorare in modo funzionale.
    • I propriocettori riprendono a inviare dati corretti.
    • Il cervello riceve informazioni coerenti da tutti e tre i sistemi di equilibrio.
    • La vertigine e lo sbandamento regrediscono.

    Non è un effetto collaterale del trattamento: è la conseguenza diretta del ripristino meccanico. Il sistema funzionava male perché riceveva dati sbagliati. Corretti i dati, il sistema torna a funzionare.

      Quando è opportuno far controllare la colonna cervicale in caso di vertigini o disequlibri?

      Può essere utile se:

      • gli esami neurologici e otorinolaringoiatrici sono risultati nella norma;
      • le vertigini compaiono insieme a dolore o rigidità cervicale;
      • i sintomi peggiorano quando muovi il collo;
      • avverti anche mal di testa, tensione alle spalle o limitazione dei movimenti.

      In questi casi una valutazione chiropratica può aiutare a capire se il rachide cervicale sta contribuendo ai tuoi disturbi.

      Le vertigini non hanno una sola causa, per questo motivo è importante evitare conclusioni affrettate. Quando le principali patologie sono state escluse, anche il collo merita di essere valutato con attenzione.

      Capire da dove nasce il problema è il primo passo per scegliere il trattamento più adatto.

      FAQ Domande frequenti su vertigini e disequilibri da cervicale

      Come capire se le mie vertigini dipendono dalla cervicale?

      I segnali più indicativi sono: esami neurologici e dell’orecchio nella norma, vertigini o sbandamenti che peggiorano con i movimenti del collo o al cambio di posizione, presenza di rigidità cervicale o dolore al collo associato. La diagnosi differenziale richiede una valutazione clinica che includa anche l’analisi della colonna nella sua totalitá.

      Le vertigini da cervicale si risolvono da sole?

      In alcuni casi i sintomi possono attenuarsi spontaneamente, ma finché il blocco articolare alla base non viene corretto la tendenza alla recidiva rimane. Il riposo riduce il carico sul sistema, ma non ripristina la mobilità articolare né la qualità del segnale propriocettivo.

      Vertigini da cervicale e vertigini posizionali parossistiche benigne (VPPB): sono la stessa cosa?

      No. La VPPB è causata da cristalli di calcio nell’orecchio interno che si spostano in modo anomalo è una condizione vestibolare pura che risponde a manovre specifiche. Le vertigini cervicogeniche originano invece dai recettori posturali del collo. Le due condizioni possono coesistere e la distinzione è importante per scegliere l’approccio corretto.

      Quante sedute servono per le vertigini da cervicale?

      Dipende dall’entità del blocco articolare e da quanto tempo è presente. I miglioramenti sintomatici si osservano spesso nelle prime sedute, ma la stabilizzazione della struttura cervicale richiede un piano completo definito dopo l’analisi radiografica.