Stenosi lombare: perché fa male camminare e cosa si può fare
Stenosi lombare: perché le gambe fanno male camminando e cosa c’è davvero dietro quel referto
Le gambe diventano pesanti dopo pochi minuti di cammino. Formicolio, stanchezza improvvisa, a volte dolore. Ti fermi, ti siedi su una panchina o ti pieghi sul carrello della spesa e in pochi minuti passa tutto. Riparti e il problema torna, sempre nello stesso modo.
Se hai già sentito le parole “stenosi del canale lombare” associate a un referto di risonanza magnetica, probabilmente la prima reazione è stata preoccupazione. Magari ti hanno già parlato di operazione.
Prima di tutto: avere una stenosi alla risonanza non significa dover essere operati. Significa che c’è un restringimento che vale la pena capire e, nella maggior parte dei casi, gestire in modo conservativo.
La stenosi lombare è un restringimento del corridoio che nella schiena fa passare i nervi verso le gambe ( Canale Vertebrale). Quando cammini o stai in piedi, quel corridoio si stringe ancora un po’ e i nervi ricevono meno sangue.Anche se l’effetto più noto della stenosi del canale vertebrale è lo schiacciamento meccanico dei nervi, la componente vascolare gioca un ruolo fondamentale. Ti siedi o ti pieghi in avanti, si riapre e il dolore passa. Non è un’impressione. È fisica. E nella maggior parte dei casi si può gestire senza arrivare all’operazione.
Perché fa male camminare ma passa appena ti siedi?
Questa è la domanda che tutti i pazienti con stenosi lombare si fanno. E la risposta è più semplice di quanto sembri.
Nella schiena c’è un canale, un corridoio osseo, attraverso cui passano i nervi che scendono verso le gambe. Quando stai in piedi o cammini, la schiena si raddrizza e quel corridoio si stringe un po’. Se è già stretto di suo, questo ulteriore restringimento riduce lo spazio intorno ai nervi e taglia un po’ il sangue che li nutre. I nervi iniziano a fare i capricci: le gambe si appesantiscono, formicolano, perdono forza.
Quando ti siedi o ti pieghi in avanti, il corridoio si riapre. Il sangue torna a scorrere. Il dolore passa quasi subito.Per lo stesso motivo, molte persone con stenosi riescono ad andare in bicicletta senza problemi ma non riescono a fare una passeggiata di dieci minuti. In bici il busto è naturalmente inclinato in avanti. A piedi no.
Non è sempre dolore: cosa possono sentire le gambe?
La stenosi lombare non si presenta necessariamente come un semplice mal di schiena.
In alcune persone il sintomo principale è un dolore che parte dalla zona lombare o dai glutei e scende verso una o entrambe le gambe. In altre, invece, prevalgono formicolio, intorpidimento, pesantezza o debolezza.
C’è chi descrive le gambe come “stanche” dopo pochi minuti di cammino, chi sente bruciore o alterazioni della sensibilità ai piedi, chi si accorge semplicemente di non riuscire più a camminare quanto riusciva prima.
Anche la forza può essere coinvolta. Una persona può iniziare a fare più fatica a salire le scale, camminare a lungo o mantenere la stessa velocità. Questo non significa automaticamente che ci sia una stenosi: gli stessi sintomi possono avere altre origini e vanno interpretati nel loro insieme.
Il dettaglio più interessante, però, è QUANDO compaiono questi sintomi.
È proprio qui che la stenosi diventa diversa dal semplice “mal di gambe”.
Come si arriva alla stenosi: cosa succede nel tempo
La stenosi quasi mai arriva all’improvviso. È il risultato di un processo lento, che si costruisce nel tempo.
I dischi tra le vertebre si assottigliano con gli anni. I tessuti intorno al canale si ispessiscono. Le articolazioni della schiena sviluppano piccole escrescenze ossee che occupano spazio. In alcuni casi, una vertebra scivola leggermente rispetto a quella sotto.
Nessuno di questi cambiamenti, da solo, causa necessariamente problemi. Il punto è quant’è stretto il canale e come si comporta quando ci si alza in piedi e ci si mette a camminare.
Una cosa importante da sapere: molte persone hanno una stenosi visibile alla risonanza ma non hanno nessun dolore. L’immagine della risonanza mostra com’è fatto il canale, non come stai. Due persone con la stessa risonanza possono vivere esperienze completamente diverse
È stenosi lombare o qualcos’altro? Come capirlo
Le gambe che fanno male camminando possono avere cause diverse. La più importante da distinguere dalla stenosi è un problema di circolazione alle gambe, che produce sintomi simili ma funziona in modo diverso.
Ecco la differenza che conta di più: con la stenosi, il dolore passa quando ti siedi o ti pieghi in avanti. Con un problema circolatorio, basta fermarsi anche restando in piedi. Non serve sedersi, basta non muoversi.
| Stenosi lombare |
Problema circolatorio
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| Dove e come fa male | Pesantezza e formicolio alle gambe, spesso entrambe | Crampo fisso, spesso solo al polpaccio |
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Quando compare
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Camminando dritti o stando in piedi |
Dopo una certa distanza, qualunque sia la postura
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Come diminuisce
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Sedendosi o piegandosi in avanti
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Fermandosi, anche restando in piedi
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| Bicicletta |
Di solito tollerata bene
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Scatena i sintomi come il cammino
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Se ti riconosci nel profilo di sinistra, il problema è quasi certamente nella schiena. Se nel profilo di destra, vale la pena parlarne con il medico prima di fare valutazioni sulla colonna. A livello radiologico la Risonanza Magnetica é l’esame d’elezione per diagnosticare con certezza una possibile stenosi.
Il dolore alla gamba può anche venire da un’ernia del disco, come spieghiamo nell’articolo sulla sciatica. La differenza principale è che la sciatica da ernia tende a colpire una gamba sola e spesso peggiora stando seduti, mentre la stenosi di solito coinvolge entrambe le gambe e migliora sedendosi.
“In studio quando una persona mi dice che dopo pochi minuti di cammino deve fermarsi, non voglio sapere soltanto cosa dice la sua risonanza. Voglio sapere cosa succede esattamente durante quei pochi minuti.”
Quanto cammina?
Dove compaiono i sintomi?
Sono una gamba o entrambe?
Cosa succede quando si siede?
Cosa succede quando si piega in avanti?
Riesce a fare più strada appoggiandosi al carrello?
Sono informazioni che raccontano come quella colonna si comporta.
La risonanza mostra la struttura. La valutazione mi mostra la funzione. Io devo mettere insieme entrambe.
La risonanza dice “stenosi grave”: devo operarmi?
Non necessariamente, dipende. E questa è forse la cosa più importante da capire.
La risonanza fotografa la struttura della schiena. Non misura quanto riesci a camminare, quanto dolore hai, che vita fai. Due persone con la stessa “stenosi grave” alla risonanza possono stare in modo completamente diverso.
Le indicazioni internazionali dicono di provare un percorso conservativo per almeno tre-sei mesi prima di valutare l’operazione. Questo significa lavorare sulla funzione della schiena con terapia manuale, esercizi specifici e modifiche alla postura quotidiana.
La chirurgia non va esclusa a priori. In alcuni casi è la scelta giusta e dà ottimi risultati. Ma va considerata quando i sintomi sono così forti da impedire la vita quotidiana e non rispondono ad altro, oppure quando compaiono i segnali d’allarme che descriviamo tra poco.
Studi pubblicati sul British Medical Journal mostrano che la gestione chiropratica delle patologie degenerative della colonna lombare produce risultati migliori e più duraturi rispetto ai soli trattamenti ambulatoriali standard. Nella stenosi, il lavoro manuale non interviene sul restringimento strutturale ma sulla funzione delle articolazioni adiacenti, riducendo la pressione attorno ai nervi.
Due situazioni che non possono aspettare
Nella grande maggioranza dei casi, la stenosi lombare è un problema che si gestisce con calma. Ma ci sono due situazioni che richiedono una visita neurologica urgente.
- Perdi il controllo della vescica o dell’intestino : se all’improvviso non riesci a urinare o non riesci a trattenere, e senti la zona tra le cosce intorpidita, contatta il tuo medico. È un’emergenza che non può aspettare neanche qualche ora.
- Le gambe perdono forza in modo progressivo: non la stanchezza normale durante il cammino. Una debolezza che aumenta giorno dopo giorno, difficoltà a sollevare il piede, gambe che cedono. Richiede una valutazione neurologica in tempi brevi.
Se nessuno di questi segnali è presente, non c’è troppa fretta. Hai tempo per valutare le opzioni e trovare l’approccio più adatto alla tua situazione.
Cosa puoi osservare già da oggi
Se hai questo tipo di problema, non limitarti a dire: “Mi fa male quando cammino” ma prova a osservare come si comportano i sintomi.
1. Dopo quanto tempo iniziano? Due minuti? Dieci? Mezz’ora? La distanza che riesci a percorrere prima della comparsa dei sintomi è un’informazione utile.
2. Cosa succede quando ti fermi? Devi necessariamente sederti oppure ti basta rimanere fermo in piedi? Questa differenza può aiutare a distinguere una componente neurogena da altre possibili cause.
3. Cosa succede quando ti pieghi in avanti? Se questa posizione migliora nettamente i sintomi, riferiscilo durante la valutazione.
4. Una gamba o entrambe? Dolore, pesantezza, formicolio e debolezza non hanno tutti lo stesso significato.
Non cercare di autodiagnosticarti. Osserva il comportamento del problema.
È molto più utile.
Cosa può fare la chiropratica per la stenosi lombare
Partiamo da quello che non può fare, perché è importante essere chiari: la chiropratica non allarga il canale della schiena, non rimuove le escrescenze ossee e non inverte il processo di usura.
L’obiettivo di un percorso conservativo è diverso: migliorare la funzione della colonna e la gestione del movimento e del carico intorno alla zona interessata.
Nel Metodo Gonstead la valutazione cerca di individuare i segmenti che presentano una perdita di movimento e di distinguere queste aree dai segmenti che possono essere coinvolti nei compensi.
Questo porta a una domanda diversa dal semplice:
“Dove ti fa male?”
La domanda diventa:
“Come sta lavorando questa colonna nel suo insieme?”
L’aggiustamento viene quindi scelto in funzione del segmento e della sua biomeccanica, non semplicemente perché è vicino al punto doloroso.
L’obiettivo non è “spingere via la stenosi”.
È migliorare ciò che può essere modificato dal punto di vista funzionale. Attorno a una zona che si è ristretta nel tempo, le articolazioni vicine tendono a bloccarsi e irrigidirsi. Quando si recupera la loro mobilità, la schiena torna ad ammortizzare meglio i carichi, la tensione muscolare di difesa si allenta e i nervi sono sotto meno pressione.
Nel Metodo Gonstead, il punto di partenza è quasi sempre la zona lombare o il complesso del bacino. Se la base su cui poggia tutta la colonna è fuori asse, ogni vertebra sopra compensa, e i dischi già assottigliati lavorano ancora più in modo asimmetrico. Rimettere in asse il bacino, spesso, è quello che permette di migliorare i sintomi tra cui dolore e camminare qualche centinaio di metri in più.
La stenosi lombare fa sempre male?
La posizione seduta nell’abitacolo tende ad appiattire la curva lombare naturale, aumentando il carico sui dischi nel tempo. Più il viaggio è lungo, maggiore è l’accumulo di stress. Il dolore puó comparire sia durante la guida, ma nel momento di uscire dall’auto quando la colonna già affaticata incontra un movimento di torsione.
La stenosi lombare è la stessa cosa della sciatica?No.
Non necessariamente. Possono esserci sintomi sovrapposti, ma la stenosi con claudicatio neurogena presenta tipicamente una relazione molto forte con la stazione eretta e la camminata, con miglioramento sedendosi o flettendosi in avanti ovvero l’opposto rispetto ad un sciatalgia
La chiropratica può aiutare con la stenosi lombare?
Un approccio conservativo che includa terapia manuale ed esercizio può essere considerato nella gestione della stenosi. Nella chiropratica Gonstead l’attenzione è rivolta anche alla funzione e alla biomeccanica dei segmenti che circondano la zona interessata, senza promettere di eliminare le modificazioni anatomiche della stenosi.
Se ho la stenosi devo operarmi?
In una colonna che funziona bene, una pausa ogni 60-90 minuti è generalmente sufficiente per ridurre l’accumulo di stress. Chi ha già problemi lombari può trovare necessario fermarsi prima. Se il dolore compare sistematicamente dopo un certo numero di chilometri, vale la pena valutare la struttura vertebrale.
Con la stenosi, quando devo preoccuparmi?
Perdita del controllo di vescica o intestino, ritenzione urinaria, anestesia nella regione perineale o deficit motorio importante e rapidamente progressivo richiedono una valutazione medica urgente.